Rifacimento “peschiera” di via Roma a Limena – alcune considerazioni

Inizieranno a breve i lavori per il rifacimento della passeggiata della “peschiera” a Limena, un progetto di cui si parla da molti anni ma che non è mai stato presentato pubblicamente.

Un’occasione di confronto mancata, su cui legambiente ritiene utile condividere con la cittadinanza alcune considerazioni, per una riflessione pubblica e aperta al contributo di tutti.

Apprendiamo dalla stampa locale (qui articolo de “Il Mattino di Padova”) che partiranno a breve i lavori per la sistemazione della “peschiera” lungo via Roma, dall’oratorio della Barchessa fino a piazza Diaz.

A fronte di questo importante intervento di riqualificazione in una delle zone di maggior pregio del paese Legambiente chiede, da più di dieci anni, una presentazione pubblica del progetto: le varie amministrazioni succedutesi negli ultimi tre mandati ne hanno fatto riferimento più volte, senza mai dettagliarlo e presentarlo alla cittadinanza.  Sin dai primi accenni,  però,  gli assessori proponenti sono stati fermi nel  sostenere la necessità  di “sacrificare” i pini domestici ora presenti lungo il percorso pur di riportare alla luce l’antico corso d’acqua della “peschiera”: una scelta fondata sulla valorizzazione storica di questa porzione di centro del paese – tanto da aspirare all’assegnazione di fondi previsti da un bando regionale per la promozione della storia e cultura locale – e a garantire al contempo sicurezza e funzionalità al percorso ciclopedonale.

In quest’ottica, nell’impossibilità di scongiurare il taglio delle piante e in previsione dell’intervento, negli ultimi dieci anni abbiamo invitato ripetutamente gli assessori competenti a predisporre la messa a dimora di un filare di nuovi alberi, così che potessero essere già alti e con chioma ben sviluppata per l’inizio dei lavori.

Lo scorso autunno, finalmente, è stato piantato un filare di platani, alti circa sei metri, certificati resistenti al cancro colorato e all’antracnosi, sufficientemente distanziati l’uno dall’altro per garantire uno sviluppo armonioso e funzionale al ripristino della barriera verde destinata ad essere abbattuta, con un impegno di circa 40.000 euro.  A fronte di questa spesa – che sarebbe stata inferiore se fatta per tempo, utilizzando esemplari più piccoli – auspichiamo che la manutenzione futura sia affidata solo a professionisti qualificati, con adeguata formazione in arboricoltura, e che siano osservate le “buone pratiche” nella gestione del verde, già operative in tanti altri comuni che si sono dotati di un apposito regolamento del verde pubblico e privato, tuttora assente a Limena.

Filari nuovi platani
Il filare dei nuovi platani nel prato antistante la Barchessa di villa Fini, oggi sede del municipio.

Certo, un confronto pubblico sul progetto  svolto per tempo e, meglio ancora, un percorso partecipato con raccolta di idee da parte di abitanti, negozianti, fruitori del percorso ciclopedonale e degli spazi – a partire dalle associazioni locali che qui propongono tante iniziative e manifestazioni – avrebbe potuto recepire anche qualche altro suggerimento, a partire dalla proposta di considerare altre specie di alberi, magari con infiorescenza particolarmente profumata a vantaggio degli insetti impollinatori, in linea anche con la recente delibera comunale di  “comune amico delle api”.

Così come, dal confronto plurale, si sarebbero potute valutare anche altre modalità di intervento urbanistico: dall’articolo pubblicato sembra che non sia più una priorità riportare alla luce l’antico corso d’acqua e lo stanziamento di 300.000 € serva solo al rifacimento del fondo della passeggiata e della pista ciclabile.

Ma se non è necessario scavare il percorso pedonale per stombinare il corso d’acqua, e il solo obiettivo dell’intervento rimane quello di risolvere il problema delle radici affioranti, la posa di una passerella sopraelevata, simile a quella presente lungo le riviere a Padova, avrebbe potuto rappresentare una delle possibili soluzioni compatibili con la presenza delle storiche alberature a forte connotazione paesaggistica.

Padova Riviera Mussato
Pavimentazione sospesa sopra le radici in Riviera Albertino Mussato a Padova

Allo stesso modo ci si sarebbe potuti confrontare sulla tipologia costruttiva del nuovo percorso ciclabile (tipo di fondo, larghezza della sede, raggi di curvatura, visibilità, segnaletica, permeabilità trasversale, ecc..) e la modalità di separazione del flusso pedonale da quello ciclabile, che auspichiamo sia compatibile e coerente con le caratteristiche concordate a livello di Conferenza Metropolitana di Padova e alle norme tecniche adottate nel PUMS – Piano Urbano Mobilità Sostenibile di Padova (bici masterplan 2018-2022);  oppure, ancora ad esempio, ragionare su quali accorgimenti adottare per impedire future interferenze delle radici dei nuovi platani, che non sono poi così distanti dal percorso in esame.

Sede ciclabile
Standard geometrici funzionali – spazio pedonale e ciclabile Bici Masterplan Padova 2018-22

E poi ci sono tanti altri aspetti che ci stanno a cuore e che ci sarebbe piaciuto condividere con altri cittadini e amministrazione comunale prima del progetto esecutivo.

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Ad esempio questi nella foto sopra sono i quattro pini domestici che oggi si trovano all’interno del percorso ciclopedonale nel tratto che va dall’ingresso al Ristorante “TiroVino” al prato della barchessa. Sembra verranno “idealmente” sostituiti dai quattro nuovi platani già piantati lungo il sentiero interno del prato della barchessa che porta al municipio.

Se da una parte è lodevole l’impegno di sostituzione “1 a 1” tra piante presenti e nuove, siamo preoccupati per la futura conservazione del beneficio ombroso per chi passeggia o transita in bicicletta, una condizione fondamentale per garantirne l’effettiva fruibilità in estate.

Anche in questo caso solo con una presentazione pubblica avremmo potuto conoscere se questo aspetto fosse stato considerato. Da parte nostra una pompeiana, o meglio ancora un graticcio con una pianta rampicante caducifoglia, potrebbero rappresentare una buona soluzione di compromesso, in caso di impossibilità di piantare nuovi alberi.

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Queste che vedete invece nella foto sopra e sotto sono le piante presenti in area privata. 

Siamo preoccupati che non possano essere preservate in caso di rifacimento del fondo del percorso ciclopedonale, considerato che sono ancora più vicine al percorso oggetto di intervento di quelle lungo il prato della barchessa.

In occasione di una presentazione pubblica avremmo avuto la possibilità di chiedere, in caso di necessario abbattimento, se fosse stato proposto un accordo con il privato per la loro sostituzione.

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Infine quest’ultima foto mostra il tratto attualmente senza alberi, provenendo da piazza Diaz

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E’ facile notare che con una semplice riprogettazione dei parcheggi ci sarebbe tutto lo spazio per allargare il percorso, tenendo separati i ciclisti dai pedoni.  E se si accettasse di sacrificare qualche posto auto si potrebbe anche trovare lo spazio per qualche alberatura idonea.

In un percorso di raccolta di idee e dialogo con cittadini residenti e fruitori, ci sarebbe piaciuto chiedere che nel progetto fossero comunque inserite, anche in questo tratto, soluzioni di arredo urbano per riparare i passanti dal sole e dalle sempre più frequenti “isole di calore”.

Il ruolo del verde urbano, della sua implementazione e corretta gestione e manutenzione diventa sempre più fondamentale per assicurare vivibilità alla nostra quotidianità.

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Incremento di temperatura a Limena su raffronto dati medi decennio 1960 con decennio 2009-18 fonte EDJNet

 

Il riscaldamento globale ha infatti ripercussioni sempre più avvertite anche a livello locale:  le temperature medie degli ultimi cinquant’anni sono aumentate, anche a Limena, di oltre 2°C, come si può constatare consultando la mappa interattiva  di EDJNet – The European Data Journalism Network – che raccoglie le rilevazioni di temperatura in oltre 100.000 comuni europei in 35 paesi diversi, confrontando i valori medi degli anni sessanta con quelli del decennio 2009-18.

Infine, per concludere questa serie di considerazioni che abbiamo voluto condividere con voi che avete avuto la pazienza e la curiosità di leggerci, confidiamo che la progettazione di questo intervento tenga presente la visione di riqualificazione urbanistica di Via Roma su vasta scala, previsto dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, recentemente adottato anche dal comune di Limena.

Di conseguenza auspichiamo sia stato valutato l’obiettivo della messa in sicurezza degli utenti deboli della strada – pedoni e ciclisti – e si siano quindi adottate specifiche soluzioni urbanistiche che siano anche propedeutiche, coerenti e funzionali alla prevista riconversione a “strada 30 km/h” di questo tratto di asse centrale.

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Dettaglio da tavola Scenario di Piano Sistema Mobilità Limena-Villafranca Area Co.Me.Pa – PUMS PADOVA

 

 

 

 

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